Microsoft 365 aziende: l’aumento contestato riguarda davvero anche le imprese?
Quando si parla di Microsoft 365 aziende, bisogna fare attenzione a non buttare tutto nello stesso calderone. L’Antitrust italiana ha avviato un’istruttoria su Microsoft per il modo in cui sarebbe stato comunicato l’aumento del prezzo degli abbonamenti Microsoft 365, legato all’integrazione di Copilot e Designer. Però il punto importante è questo: la questione riguarda soprattutto gli abbonamenti consumer, cioè quelli per utenti privati, come Personal e Family.
Per le aziende, almeno al momento, la situazione è diversa.
Microsoft 365 Business non risulta coinvolto nello stesso meccanismo contestato dall’Autorità: Copilot non viene infilato automaticamente dentro il piano base facendo salire il prezzo senza che l’utente se ne accorga. Per le licenze aziendali, Copilot è normalmente un componente aggiuntivo oppure fa parte di piani specifici con Copilot.
E questa differenza va spiegata, perché altrimenti passa il solito messaggio confuso: “Microsoft 365 aumenta per tutti”. Che è una frase comoda, veloce, perfetta per fare rumore, ma non esattamente precisa.
Cosa ha contestato l’Antitrust
L’AGCM sostiene che Microsoft potrebbe non aver comunicato in modo abbastanza chiaro l’integrazione dei servizi di intelligenza artificiale Copilot e Designer negli abbonamenti Microsoft 365 destinati ai consumatori.
Il problema, quindi, non è semplicemente “Microsoft ha aumentato i prezzi”. Un’azienda può aumentare i prezzi, piaccia o no. Il punto è come lo comunica, quanto è chiara con il cliente e se lascia davvero la possibilità di scegliere.
Secondo l’Autorità, le informazioni sarebbero state presentate in modo frammentato e il passaggio al nuovo piano più costoso sarebbe stato impostato come opzione predefinita, salvo recesso da parte dell’utente.
Tradotto in italiano meno burocratico: ti metto dentro l’AI, il prezzo sale, poi sta a te accorgertene e muoverti. Ed è proprio questo che l’Antitrust vuole verificare.
I prezzi attuali di Microsoft 365 per utenti privati
Per gli utenti privati, oggi Microsoft 365 Family viene indicato a:
- 129,00 € all’anno
- oppure 13,00 € al mese
Il piano include Copilot, anche se l’utilizzo dell’AI è disponibile solo per il titolare dell’abbonamento e non per tutti gli utenti del piano Family.
È qui che nasce la questione più delicata: il consumatore si trova davanti un prodotto diverso da prima, con funzioni AI integrate e prezzo più alto. La domanda è: gli è stato spiegato bene oppure no?
L’Antitrust dovrà stabilirlo.
I prezzi attuali di Microsoft 365 Business
Per le aziende, i prezzi ufficiali attuali indicati da Microsoft Italia, IVA esclusa e con pagamento annuale, sono:
| Piano Microsoft 365 Business | Prezzo attuale |
|---|---|
| Microsoft 365 Business Basic | 5,20 € / utente / mese |
| Microsoft 365 Business Standard | 10,83 € / utente / mese |
| Microsoft 365 Business Premium | 19,06 € / utente / mese |
Questi sono i piani business classici, quelli usati da molte piccole e medie aziende.
La cosa importante è che questi piani includono alcune funzioni AI di base, come Copilot Chat in determinati contesti, ma non equivalgono automaticamente alla licenza completa Microsoft 365 Copilot integrata nelle app Office con accesso ai dati aziendali.
Quanto costa Copilot per le aziende
Microsoft 365 Copilot Business è indicato come componente aggiuntivo per i clienti business idonei.
Il prezzo ufficiale è:
- 18,20 € / utente / mese, IVA esclusa, con pagamento annuale
Microsoft mostra anche una promozione a:
- 15,60 € / utente / mese, IVA esclusa, sempre con pagamento annuale
In caso di impegno mensile, il prezzo indicato è:
- 21,84 € / utente / mese, IVA esclusa
Quindi, facendo un esempio pratico, un’azienda con Microsoft 365 Business Standard che vuole aggiungere Copilot può arrivare a pagare circa:
- Business Standard: 10,83 € / utente / mese
- Copilot Business: 18,20 € / utente / mese
Totale: 29,03 € / utente / mese, IVA esclusa.
Non proprio due spiccioli, soprattutto se moltiplicato per dieci, venti o cinquanta utenti.
Quindi le aziende devono preoccuparsi?
Dipende da cosa intendiamo per “preoccuparsi”.
Se parliamo dell’istruttoria Antitrust italiana, al momento il caso riguarda principalmente i consumatori e il modo in cui è stato comunicato l’aumento dei piani personali e familiari.
Se invece parliamo di costi aziendali, allora sì: le aziende devono prestare molta attenzione, perché Microsoft sta spingendo sempre di più verso servizi aggiuntivi, AI, bundle e piani più ricchi.
Non significa che Copilot sia inutile. In alcuni contesti può avere senso: scrittura di documenti, analisi, riunioni, Outlook, Teams, Excel, sintesi e automazioni. Ma va valutato per quello che è: un costo aggiuntivo importante.
Non è la bacchetta magica che trasforma l’ufficio in un reparto della NASA. È uno strumento. Utile se usato bene, costoso se comprato “perché ce l’hanno tutti”.
Il vero problema: capire cosa si sta pagando
Per le aziende il tema non è solo “quanto costa Microsoft 365”, ma “quali licenze sto pagando e perché”.
Molte realtà hanno abbonamenti attivi da anni, utenti non più utilizzati, piani sovradimensionati, licenze assegnate male e servizi aggiuntivi comprati senza una vera analisi.
Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, questo rischio aumenta. Perché ogni nuova funzione diventa un’occasione per vendere un piano superiore, un add-on o un pacchetto più costoso.
E qui il consiglio è semplice: prima di aggiungere Copilot a tutti, conviene fare una verifica seria.
Chi lo userà davvero?
Per quali attività?
Con quali dati?
Con quali vantaggi misurabili?
E soprattutto: vale il costo mensile per ogni utente?
Cosa dovrebbe fare una PMI
Una piccola o media azienda dovrebbe controllare almeno questi punti:
- quali licenze Microsoft 365 sono attualmente attive;
- quanti utenti le usano davvero;
- se ci sono account inutilizzati;
- se il piano scelto è proporzionato alle esigenze;
- se Copilot serve a tutti o solo ad alcune figure;
- se i dati aziendali sono organizzati bene prima di introdurre strumenti AI;
- se ci sono policy chiare su privacy, sicurezza e accesso ai documenti.
Perché aggiungere Copilot sopra un ambiente Microsoft 365 disordinato non risolve il problema. Lo rende solo più costoso e, in certi casi, più delicato.
Conclusione
L’istruttoria dell’Antitrust su Microsoft 365 è una notizia vera, ma va letta correttamente.
Il caso riguarda soprattutto gli abbonamenti consumer, dove l’integrazione di Copilot e Designer avrebbe accompagnato un aumento di prezzo comunicato, secondo l’Autorità, in modo non abbastanza chiaro.
Per le aziende la situazione è diversa: Microsoft 365 Business mantiene i suoi piani separati e Copilot resta un componente aggiuntivo o un’opzione specifica. Ma questo non significa che il tema sia irrilevante.
Anzi.
Per le aziende il punto è ancora più concreto: controllare le licenze, capire cosa si paga, evitare acquisti automatici e valutare Copilot solo dove serve davvero.
Perché l’intelligenza artificiale può anche essere utile, ma se la si compra senza criterio diventa semplicemente una voce in più in fattura. E Microsoft, su quello, di certo non si offende.
